Limcar

Limcar: Un quadriciclo elettrico per cambiare la mobilità di tutti i giorni

Intervista a Lodovico Basilici Menini fondatore e ingegnere di Limcar

Limcar ha realizzato un quadriciclo elettrico di dimensioni ridotte che sfrutta non solo l’energia fornita dalle batteria ma anche l’energia prodotta da un pannello solare posizionato sul tetto del veicolo,

Limcar ha lanciato la sua prima campagna di equity crowdfunding su Opstart, per conoscerne i dettagli abbiamo intervistato Lodovico Basilici Menini fondatore e ingegnere di Limcar

Come nasce l’idea Limcar?

L’idea nasce 5 anni fa con la volontà di fare qualcosa per il bene dell’ambiente. Limcar è una startup e spin-off di Green Vehicles un’azienda strutturata e con esperienza nel settore dei veicoli elettrici e ibridi. Limcar è quindi figlia di questa società che ci sostiene nella nostra crescita. É nato quindi un connubio tra persone giovani e con esperienza. Vi è inoltre una buona eterogeneità tra ragazzi e ragazze.

Da chi è nata l’idea Limcar?

É un qualcosa che abbiamo sviluppato insieme al nostro team. Io sono un ingegnere quindi l’idea è nata da me ma ci tengo a sottolineare che sono stato supportato da un team di lavoro senza il quale non sarei riuscito ad ottenere questi risultati.

L’idea è comunque correlata alla nostra società madre, Green Vehicles, con l’intento di coprire un settore differente da quello in cui sono focalizzati loro. Limcar infatti a differenza di Green Vehicles produce quadricicli. 

Il legame con Green Vehicles è nato in quanto durate il mio percorso formativo ho fatto un tirocinio presso questa azienda e da lì è nato lo spin-off.

Ci puoi parlare del vostro team di lavoro?

Il nostro team è composto da 2 persone di esperienza, 3 ragazzi, più dei terzisti che lavorano su commissione. Io sono l’ingegnere, Enrico Federici è l’amministratore delegato e socio dell’azienda ed è quello che ha più esperienza sia per quanto riguarda i veicoli a combustione sia per quanto riguarda i veicoli elettrici, Enrico Cappanera è il nostro CTO. Luca novelli invece si occupa degli aspetti di operations, mentre Veronica Fermanelli si occupa di tutte le operazione di Administration e Purchasing.

Abbiamo inoltre dei fornitori terzi che lavorano su commissione. Questo viene fatto per ridurre i costi fissi visto che siamo ancora un’azienda piccola.

Quali sono le caratteristiche peculiari del vostro prodotto?

Il primo aspetto che mi preme sottolineare che questa è la prima minicar completamente elettrica realizzata in Italia.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche le batterie sono a litio ferro fosfato. L’autonomia è intorno ai 50-60 km questo perchè si tratta di un quadriciclo e non di un’auto e viene di conseguenza adoperato per piccoli tragitti, per il car sharing o come mezzo alternativo di mobilità che soprattutto in questo periodo viste le limitazioni di capienza per i mezzi pubblici può risultare molto utile.

La velocità massima è di 45 km/h questo è un vincolo dettato dalla legge in quanto trattandosi di un quadriciclo non può superare tale limite di velocità.

A livello tecnologico invece le peculiarità riguardano il pannello fotovoltaico posizionato sul tetto del veicolo che aumenta del 30% l’autonomia. Questo è un aspetto che non abbiamo osservato in nessuno dei nostri competitor.

L’elettronica è inoltre interamente di nostra proprietà così come l’app che permette di controllare autonomia e rendimenti.

Qual è il target a cui vi rivolgete?

I target sono differenti. Il nostro quadriciclo può sostituire il classico scooter o le minicar. Il prodotto può anche essere un mezzo alternativo di mobilità visti gli attuali problemi legati alla capienza dei mezzi pubblici. Possiamo inoltre fornire il veicolo ad aziende di car sharing.

Il nostro prodotto è quindi rivolto soprattutto per la mobilità in città visti anche i problemi legati alle ZTL e ai parcheggi. Il quadriciclo potrebbe però essere utilizzato anche per raggiungere i grandi centri urbani per tutti coloro che si trovano in zone periferiche.

Considerando i costi ben noti dell’elettrico, come fate a realizzare una marginalità positiva?

Abbiamo puntato molto sul prezzo visto che ci sono molti competitor sul mercato. Inoltre non avendo un marchio conosciuto dobbiamo tenere il prezzo più basso possibile per rendere il nostro prodotto più competitivo. 

Riusciamo ad abbassare il prezzo grazie ad un’attenta ricerca dei fornitori, l’elettronica è inoltre interamente prodotta da noi, quindi non abbiamo bisogno di persone esterne e infine non abbiamo aggiunto aspetti futili al veicolo, il design è infatti innovativo ma semplice.

Le batterie per esempio che è uno dei pezzi più costosi, riusciamo a comprarli ad un prezzo davvero competitivo. Il nostro prodotto ha inoltre bisogno di batterie ridotte perché la nostra autonomia è minore in quanto si tratta di un quadriciclo. Se il cliente infatti volesse fare molti chilometri comprerebbe un’auto. 

Infine un altro aspetto che ci aiuta a tenere basso il prezzo sono gli eco-incentivi.

Ci può parlare dei numeri della vostra azienda?

Il veicolo è ancora in fase di omologazione e quindi non possiamo venderlo. La nostra idea è comunque di riuscire a vendere tra i 15-30 veicoli per il prossimo anno.

Abbiamo inoltre pensato per gli investitori dell’equity crowdfunding di fornire loro uno sconto per l’acquisto del quadriciclo.

Vorremmo inoltre, grazie alle altre società partner di Green Vehicles che fanno storage per le case, di focalizzarci anche sul VTH (Vehicle To Home). La nostra idea è quindi quella di rendere intercambiabili le batterie degli storage di casa e quelle del veicolo. In altre parole nel momento in cui la batteria si scarica il cliente può estrarla e metterla a caricare sfruttando l’accumulatore di energia di casa e sostituirla agevolmente con una già carica. Con questa strategia potremmo quindi avere più clienti perché allo storage può essere annesso il veicolo. 

Perchè avete deciso di lanciare una campagna di equity crowdfunding?

Abbiamo deciso di lanciare una campagna di equity crowdfunding per rendere partecipi le persone alla nostra idea. Vorremmo inoltre non solo ricavare un profitto ma anche sensibilizzare le persone ad una mobilità più sostenibile.

Quali sono i vantaggi che avete trovato nell’equity crowdfunding?

Da una parte per finanziarci abbiamo dovuto cedere una parte delle nostre azioni, per la precisione il 23,08%, lo abbiamo fatto perché pensiamo che attraverso tale strumento possiamo ottenere più clienti, conoscenza e condivisione dell’idea e del prodotto.

Il vantaggio è quindi quello di poter ricavare fondi dagli investitori e procedere quindi con l’industrializzazione e omologazione del nostro veicolo.

In questo periodo c’è inoltre un grande interesse verso il crowdfunding e ci sono infatti numerosi portali che erogano questo servizio.

Abbiamo inoltre osservato che ci sono una parte investitori che vogliono investire piccole somme di denaro quasi esclusivamente per supportare l’idea, altri investitori invece vogliono investire somme più grandi puntando ad un equity consistente perché credono fortemente nel team e nella nostra società.

Perché avete scelto Opstart per il lancio della vostra campagna di equity crowdfunding?

Abbiamo deciso di intraprendere la nostra campagna con Opstart poiché inizialmente ci siamo trovati in sintonia sotto diversi aspetti: sia tecnico che amministrativo e, ovviamente, anche economico. Quindi c’è stato un interesse reciproco di collaborare visti gli obiettivi condivisi. Inoltre, ci hanno assistito in fase di preparazione documentale e informativa.

Avete riscontrato delle difficoltà nella pianificazione della vostra campagna di equity crowdfunding?

Le difficoltà sono soprattutto iniziali nel riuscire a trovare degli investitori che fossero interessati alla nostra azienda. 

La nostra campagna era inizialmente di 60 giorni ma abbiamo deciso di allungarla di altri 30 questo perché in questi casi l’interesse è esponenziale e rispetto all’inizio, ora vi è una maggiore attenzione verso la nostra realtà, ad esempio negli ultimi 10 giorni ho fatto 4 interviste. Di conseguenza abbiamo deciso di prolungare la nostra campagna perché abbiamo maggiori possibilità di raccogliere nuovi fondi. Questa è la natura del crowdfunding, una persona è più propensa ad investire in una campagna in overfunding rispetto ad un campagna che non ha ancora raggiunto l’obiettivo.

Quali sono gli obiettivi che vorreste realizzare in seguito alla campagna di equity crowdfunding?

Vogliamo procedere all’industrializzazione e omologazione del nostro veicolo. 

Vogliamo inoltre raggiungere più clienti possibili riuscendo a differenziarci rispetto agli altri competitor del mercato sfruttando le loro debolezze, come un prezzo più elevato, l’assenza di un posto per il passeggero, o l’assenza del pannello fotovoltaico o, ancora, l’assenza di un abitacolo riscaldato.

Ci focalizziamo soprattutto sui clienti che devono fare un breve percorso abitualmente e sanno quindi con esattezza quanti chilometri dovranno affrontare.

Anche il car sharing è secondo noi un mercato molto importante. Lo vediamo applicabile soprattutto in quelle città che erogano già tale servizio (come esempio Milano e Roma).

Per il futuro state pensando di lanciare nuovi prodotti?

Come priorità vorremmo mettere a punto questo prodotto e crearne l’estensione, passando quindi da un veicolo L6 (quadriciclo) a L7 quindi una versione che può raggiungere gli 80 km/h e i 100 chilometri di autonomia. Questo mezzo potrebbe quindi essere utilizzato anche fuori dalle città e permetterebbe di raggiungere posti più lontani rispetto all’attuale versione.

La versione L6 pensiamo sia comunque strategica perchè è guidabile anche dai quattordicenni e di conseguenza è preferito dai genitori rispetto al motorino in quanto è più sicuro e può essere utilizzato tranquillamento anche con condizioni atmosferiche avverse.

In futuro pensiamo inoltre di apportare modifiche anche nel design.

C’è qualcosa che le piacerebbe aggiungere? 

Vorrei menzionare gli incentivi legati all’acquisto del nostro prodotto. Ci sono infatti degli incentivi sia sull’acquisto del veicolo elettrico che parte da 4800€ + IVA, che è un prezzo molto basso per gli standard, sia sull’investimento in quanto investendo nel crowdfunding si ha diritto ad una detrazione fiscale del 50%.

Scopri tutti i dettagli della campagna Limcar

Chi è Startups Wallet?

Startups Wallet è un portale di equity crowdfunding che permette di aggregare le varie campagne presenti sui diversi siti  autorizzati dalla Consob (Mamacrowd, Crowdfundme, Opstar, BackToWork, 200Crowd, Extrafunding, Wearestarting, Starsup, Nextequity, etc). In questo modo non sarà più necessario perdere tempo nel ricercare i diversi portali e quindi i potenziali investimenti all’interno di ognuno di essi.

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Francesco Filippelli

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