MIEEG

MIEEG: un innovativo micro generatore di energia elettrica ad elevate performance

Intervista a Angelo Minotti, CEO e founder di MIEEG

MIEEG è una startup innovativa nata nel 2019. L’azienda ha realizzato un innovativo micro generatore di energia protetto da brevetto, depositato in 48 paesi e già rilasciato in Italia. Il prodotto si differenzia sul mercato per le dimensioni ridotte, le elevate performance e per i molteplici ambiti di applicazione.

MIEEG è prossima al lancio della sua prima campagna di equity crowdfunding su Crowdfundme. Per scoprire tutti i dettagli della loro offerta abbiamo intervistato Angelo Minotti, CEO  e founder di MIEEG.

Ci può parlare di MIEEG?

MIEEG è una startup innovativa nata nel luglio del 2019. Io sono il fondatore, l’amministratore e il referente tecnico. L’azienda è nata intorno ad un mio brevetto depositato in 48 paesi del mondo e già rilasciato in Italia. Il brevetto tratta un micro generatore di energia caratterizzato da piccolissime dimensione e alte performance, infatti una camera di combustione di neanche 10 millimetri può dare energia ad un appartamento comune.

Oltre a ciò, il sistema è scalabile per dimensioni e potenza (andando dalle taglie micro alle macro). 

L’idea nasce da un confronto tra la densità di energia delle batterie e quella dei combustibili liquidi, principalmente metano ed idrogeno. Si può infatti osservare che in condizioni teoriche la densità di energia di un combustibile liquido è centinaia di volte maggiore di quella della migliore batteria (anche dell’immediato futuro). 

Questo significa che a pari dimensioni si potrebbe avere un sistema con un’autonomia molto maggiore di quella che si ha con le comuni batterie oppure a pari autonomia si potrebbe avere un sistema molto più piccolo di quello che si avrebbe con le batterie.

Il generatore MIEEG può essere alimentato con combustibili verdi quali metano o idrogeno (anche ottenuti attraverso acque reflue) ed è, inoltre, integrabile con sistemi con energie rinnovabili come solare ed eolico. 

L’obiettivo è quindi quello di tentare di superare i limiti delle batterie, delle fuel cell e dei classici sistemi ad energie rinnovabili: quali il peso, l’autonomia, l’incostanza di utilizzo e la capacità di accumulo. 

Come nasce MIEEG?

Io sono un ex ricercatore e docente universitario che ha lasciato l’accademia nel 2017 e nel luglio del 2019 ho dato vita a MIEEG insieme ad altri 6 soci fondatori.

Quali sono gli ambiti di applicazione?

Gli ambiti di applicazione sono molteplici.

Il micro generatore può essere utilizzato per estendere l’autonomia di sistemi a batteria quali droni, macchine, bici, navi elettriche, esoscheletri, laptop, cellulari, etc. Può inoltre essere adoperato per fornire energia ad immobili, quali appartamenti, capannoni, campi tendati, etc.

I settori che abbiamo scelto per l’analisi del mercato del generatore miniaturizzato sono:

  • biciclette e motocicli elettrici;
  • droni;
  • generatori per immobili;
  • macchine ibride.

Questi ambiti sono quelli più maturi dal punto di vista degli studi ma, vista la versatilità del trovato, è possibile applicarlo in molti altri campi, ognuno dei quali divisibile per taglia e per utilizzatore finale (ad es. civile o militare).

Tutto ciò delinea un mercato potenzialmente sconfinato.

Ci sono dei competitor? 

A nostra conoscenza non ci sono sul mercato generatori di energia caratterizzati dalle stesse dimensioni, performance e versatilità di utilizzo.

A che fase di sviluppo è il vostro prodotto?

Siamo circa a metà dello sviluppo e pensiamo di chiuderlo entro la metà del 2022. 

Abbiamo già realizzato le microcamere in titanio in diverse configurazioni. 

Stiamo inoltre lavorando ad altri componenti fondamentali del sistema. 

Abbiamo quindi già definito tutti gli aspetti per l’approvvigionamento sia della parte della componentistica che delle competenze.

Il nostro approccio è di collaborare con centri di ricerca, spin-off e dipartimenti accademici. 

Il nostro desiderio è quello di essere sempre al confine tra la ricerca e il prodotto finito al fine di realizzare un prodotto che sia il più avanzato possibile così da avere meno competitor. 

Ci piace infatti innovare non solo dal punto di vista dell’idea ma anche dal punto di vista della configurazione e dei materiali utilizzati. Ci stiamo distinguendo ad esempio perché facciamo stampa 3D di titanio di sistemi miniaturizzati e stiamo iniziando ad investigare la stampa 3D di altri metalli nobili. 

Il nostro approccio è quindi quello di investigare ed essere sempre al confine della frontiera tecnologica.

In questo momento vi rivolgete quindi a centri di ricerca terzi?

Sì, abbiamo deciso di commissionare a terzi tutto per cercare di velocizzare i tempi di sviluppo e di realizzazione del prototipo. 

Stiamo allestendo un nostro laboratorio che puntiamo a renderlo operativo prima dell’estate.   

Qual è il vostro modello di business?

Viste le potenzialità del sistema, il modello di business, che prevediamo al momento, è fondamentalmente uno, ovvero la cessione della licenza del brevetto per specifico ambito di applicazione, taglia e area del mondo. 

A questo vogliamo aggiungere un contributo consulenziale per la progettazione ad hoc e per l’avviamento all’utilizzo.

Non prevediamo, ad oggi, la possibilità di creare una nostra linea industriale perché i numeri potenziali di MIEEG sono talmente elevati che non avremmo la forza e le competenze per creare una struttura del genere.

É importante sottolineare che nonostante il Covid e nonostante la giovane età dell’azienda il discorso del licenziamento è già stato messo sul tavolo con almeno un paio di realtà internazionali di cui non possiamo fare i nomi. 

Abbiamo Infatti ricevuto delle proposte di licenziamento per applicazione droni e capannoni industriali. 

Pensavate di rivolgervi di più al mercato pubblico o privato?

Attualmente il mercato è equamente diviso. 

C’è un legame tra MIEEG e MIPRONS (la precedente azienda creata da lei)?

MIEEG e MIPRONS hanno in comune alcune cose oltre, ovviamente, al fondatore. 

MIPRONS ha come obiettivo quello di prototipare un micro propulsore per satelliti.

Alcune tecnologie si assomigliano ma la differenza sostanziale è che MIEEG è specificatamente progettato per applicazioni terrestri mentre MIPRONS per applicazioni spaziali. 

Ci potrebbe essere una sinergia tra le due aziende?

È ragionevole una futura sinergia tra le due società.

Quali sono secondo lei i vantaggi dell’equity crowdfunding?

Il 16 dicembre con Miprons abbiamo fatto un closing per una parte importante della società ed è stata una bellissima esperienza dal punto di vista umano. La raccolta fondi è durata circa 4 mesi ed abbiamo raccolto una cifra significativa. 

Questa esperienza ha però richiesto un elevato impegno personale e temporale.

Facendo tesoro di questa esperienza ho deciso di avvalermi dell’equity crowdfunding in modo tale da ridurre al minimo il tempo da dedicare alla ricerca del denaro e rivolgere così più tempo allo sviluppo del progetto. 

Questa motivazione è avvalorata dal fatto che MIEEG ha vinto 2 bandi nazionali/internazionali (Global Start Up Program 2020 e Israel Acceleration Program) che mi porteranno fuori dall’Italia per almeno 8 settimane, non potendomi dedicare alla classica raccolta fondi “one-to-one”. 

Il crowdfunding mi fornisce pertanto un importante supporto.

Perchè avete scelto Crowdfundme per il lancio della vostra campagna di equity crowdfunding?

Ho intrapreso un rapporto di collaborazione con una realtà che si occupa di business strategy. Loro collaborano principalmente con CrowdFundMe ed è stata quindi naturale tale scelta.

Quali sono a suo parere le difficoltà dell’equity crowdfunding?

Non sono problematiche strettamente correlate al crowdfunding ma burocratiche. 

Il crowdfunding è a mio avviso uno strumento utilissimo ma, a mio parere, la burocrazia non è ancora completamente allineata. 

Ad esempio, una cosa che trovo migliorabile è il fatto che io debba modificare il mio statuto prima dell’ingresso in piattaforma e non a valle della buona riuscita della campagna. Questo vuol dire che se la raccolta non raggiunge l’obiettivo minimo mi ritrovo con delle spese sostenute e con uno statuto con delle modifiche non più utili. 

É importante quindi che coloro che gestiscono le società di equity crowdfunding facciano sentire la loro voce agli organi competenti al fine di allineare le necessità burocratiche a quelle della piattaforma; basterebbe un impegno alle modifiche a valle della buona riuscita della raccolta.

Quali obiettivi vorreste realizzare con i fondi raccolti dalla campagna di equity crowdfunding?

Vogliamo sviluppare il prototipo e se possibile portarlo a compimento. 

Vorremmo inoltre assumere almeno 1 persona.

Qual’è la vostra previsione di fatturato?

Considerando solo 4 ambiti di applicazione esclusivamente nel settore civile (biciclette/motocicli elettrici, droni, macchine ibride e generatori per immobili), considerando inoltre l’1% del mercato al 2026, una revenue del 10% sulla licenza e un costo sul macrosistema in un range tra il 4% e il 10% abbiamo previsto un valore exit value pari a circa 178M€, sempre al 2026.

Il primo anno di fatturato sarà quindi il 2026?

Il primo anno di fatturato è previsto per il 2023 con un valore di circa 20 milioni di euro, per crescere a circa 24M€, nel 2024, a 29M€, nel 2025, e circa 35.5M€ nel 2026. 

Abbiamo intervistato nuovamente Angelo Minotti

Clicca qui per leggere la seconda intervista

Scopri tutti i dettagli della campagna di MIEEG:

Chi è Startups Wallet?

Startups Wallet è un portale di equity crowdfunding che permette di aggregare le varie campagne presenti sui diversi siti  autorizzati dalla Consob (Mamacrowd, Crowdfundme, Opstar, BackToWork, 200Crowd e molti altri). In questo modo non sarà più necessario perdere tempo nel ricercare i diversi portali e quindi i potenziali investimenti all’interno di ognuno di essi.

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