MIEEG II

Seconda intervista MIEEG

Analizziamo più nel dettaglio il microgeneratore MIEEG

MIEEG S.r.l (Micro Electric Energy Generator) è una startup innovativa nata nel 2019 che ha sviluppato un micro generatore di energia depositato in 48 paesi. MIEEG è attualmente in raccolta fondi su Crowdfundme, ha raggiunto in soli 5 giorni l’obiettivo minimo (550.000 €) fino ad arrivare al 25 Gennaio 2021 a una raccolta complessiva di 763.000 € provenienti da 115 investitori, con un prenotato che si avvicina al milione di euro. Per approfondire tutti i dettagli di questo incredibile risultato abbiamo intervistato Angelo Minotti, CEO e founder di MIEEG.

Quali sono i momenti salienti che l’hanno portata alla creazione di MIEEG?

MIEEG è un progetto, una pazzia, nata dalla volontà mia, di alcuni amici e parenti che hanno creduto nell’idea. Io sono un ex ricercatore e docente universitario, nelle materie dell’ingegneria meccanica ed aerospaziale e mi sono sempre occupato di fluidodinamica reattiva, sia in ambito energia che spazio. 

Ho lasciato l’accademia nel 2017 e nel luglio del 2019 ho dato vita a MIEEG insieme ad altri 6 soci fondatori.

Qual è la fase di sviluppo del vostro prodotto? 

Siamo circa a metà dello sviluppo e pensiamo di chiuderlo entro la metà del 2022. Abbiamo già realizzato le microcamere in titanio in diverse configurazioni e stiamo inoltre lavorando ad altri componenti fondamentali del sistema, in particolare:

  • sono state progettate e realizzate varie camere di combustione in titanio, a varie dimensioni; queste hanno anche subito i processi di finitura, la deposizione catalitica e saldatura in vuoto Titanio-Titanio:
Micro-camera MIEEG
Immagine 1: Micro-camera (MIEEG)
micro-camere MIEEG
Immagine 2: Diverse taglie di micro-camere di combustione stampate in titanio 3D (MIEEG)
  • è in fase di realizzazione il micro-accenditore;
  • è in fase di sviluppo l’elettrolizzatore, per la configurazione che utilizza idrogeno (potenzialmente anche da acqua reflua);
Elettrolizzatore MIEEG
Immagine 3: Prima prova di stampa 3D Elettrolizzatore (MIEEG)
  • è in fase di sviluppo la parte elettronica di gestione dei componenti;
  • è stato definito il procurement channel della componentistica (valvole e sensori di pressione);
Immagine 4: Valvola miniaturizzata (procurement) confrontate con la dimensione di una penna (MIEEG)
  • è stato assemblato il banco prova per i primi tests idrogeno;
Immagine 5: Banco di prova idrogeno/ossigeno (MIEEG)
  • sono state fatte le prime prove preliminari di assemblaggio ed accensione delle camere sul banco prova;

Posso affermare quindi che abbiamo praticamente già definito tutti gli aspetti per l’approvvigionamento sia della parte della componentistica che delle competenze. Collaboriamo inoltre con centri di ricerca, spin-off e dipartimenti accademici al fine di realizzare un prodotto che sia il più avanzato possibile. 

Il nostro focus è l’innovazione, non solo dal punto di vista dell’idea ma anche dal punto di vista della configurazione e dei materiali utilizzati. 

Per fare un esempio ci stiamo distinguendo perché facciamo stampa 3D di titanio di sistemi miniaturizzati e stiamo iniziando ad investigare la stampa 3D di altri metalli nobili. 

Ci può raccontare un paio di ambiti di applicazione di MIEEG?

Uno dei punti di forza della MIEEG è sicuramente l’elevata versatilità, in quanto il micro-generatore è utilizzabile in settori ad alto potenziale quali l’aerospaziale, l’automotive, il biomedicale, la difesa, l’IoT, l’edilizia, il navale, le telecomunicazioni e molti altri.

In particolare, il sistema MIEEG (generatore miniaturizzato di corrente) va pensato come un “range extender” di prodotti funzionanti a batteria e/o generatore di corrente x immobili, soprattutto se integrato con sistemi ad energia rinnovabile. 

Cerco di fare degli esempi chiarificatori. 

Use case: Range Extender

Consideriamo un drone o una macchina elettrica, che è risaputo avere nell’autonomia e nella difficoltà di ricarica il loro collo di bottiglia. 

MIEEG può essere installato per ricaricare, durante il volo o durante la marcia, la batteria del drone o dell’auto elettrica, quando queste scendono sotto una determinata soglia.

Identico è il discorso se applicato a cellulari, laptop, esoscheletri, barche elettriche, camper, etc. 

Si realizza quindi un sistema ibrido, tendenzialmente più efficiente dell’originario. 

Use case: Immobili

Integrato con sistemi ad energia rinnovabile (eolico, solare, etc) può essere utilizzato in primis come accumulatore (scindo l’acqua  creando idrogeno che finisce nel serbatoio tramite l’elettrolizzatore) dell’energia prodotta da questi sistemi ma non utilizzata (ad es. picchi o banalmente perché non c’è nessuno in casa che richiede energia) e poi come generatore di corrente (magari la sera o in assenza di vento). 

Con la dovuta progettazione, porterebbe l’indipendenza energetica all’interno delle abitazioni.

Anche in questo caso si realizza un sistema ibrido tendenzialmente più efficiente dell’originario. 

Aggiungo che il sistema MIEEG può essere alimentato da combustibili verdi, quali metano ed idrogeno, ottenuto anche da acque reflue. Tale sistema è protetto da brevetto già rilasciato in Italia e depositato in altri 47 paesi del mondo. 

Quali sono le fasi necessarie per poter ottenere un brevetto?

La struttura della domanda di brevetto, per invenzione industriale, comprende diverse fasi e diverse strategie.
Noi abbiamo seguito le seguenti. 

La prima è lo studio di anteriorità; ossia si cercano soluzioni, nel database dei brevetti internazionali, simili al fine di identificare potenziali elementi ostativi.

Ove lo studio di anteriorità vada a buon fine si deposita la domanda di brevetto italiano (che comunque sarà valutata dall’European Patent Office (EPO) e poi, se il rapporto è “non-negativo” si decide di estenderlo a livello internazionale attraverso un cosiddetto PCT (ovvero estensione del brevetto a livello globale), con diritto di anteriorità alla data del primo deposito (12 mesi prima).

A valle del PCT si decidono le nazioni del mondo in cui estendere la validità/annualità e quindi, di conseguenza, la valutazione.

Ogni paese, potenzialmente può decidere di rilasciare o meno il brevetto, anche a valle di richiesta di chiarimenti.

È importante evidenziare che il brevetto indica che il trovato è nuovo, possiede altezza inventiva e trova applicazione industriale; quindi, potenzialmente può “evolversi” nel tempo durante il processo di brevettazione stessa, in concomitanza con le osservazioni che vengono sollevate dagli uffici di analisi.

I costi associati alla domanda di brevetto sono, come ordine di grandezza, 2500-3000€ per il primo deposito (compreso di analisi di anteriorità), aggiuntivi circa 6000€ per il PCT e poi il costo può variare moltissimo in funzione dei paesi in cui si deposita. È possibile spendere molte decine di migliaia di euro/anno, anche abbondantemente oltre 50.000€, per il mantenimento dello stesso.

Si aspettava di raggiungere in così poco tempo l’obiettivo minimo?

Assolutamente no. 

Ero tranquillo del nostro operato per preparare la campagna, c’è stato molto impegno, ed ero quindi sicuro che gli investitori avrebbero capito le potenzialità del progetto ma, sinceramente, non mi aspettavo di andare in overfunding in soli 5 giorni (3 lavorativi). 

Sono letteralmente incredulo e tutto ciò mi rende lusingato e responsabile verso tutti coloro che hanno creduto nel progetto.

Quali sono secondo lei le chiavi del successo?

I motivi dell’interesse suscitato da MIEEG penso siano il brevetto già rilasciato in Italia, e depositato in altri 47 Paesi, la tecnologia innovativa, versatile e sostenibile, il network ramificato a livello mondiale e, ma non per ultimo, il team altamente qualificato con esperienza internazionale (sia in ambito tecnico che istituzionale che di business).

Il successo, se arriverà, sarà figlio soprattutto dell’umiltà, della perseveranza, e determinazione nel portare avanti tutte le attività connesse, e nella capacità di pensare al progetto, e non a noi stessi, come primo elemento da soddisfare.

Pensate di quotarvi in borsa?

Il nostro primo compito deve essere il completamento del prototipo, i test e la validazione. 

Fatto ciò, si penserà allo scale-up e poi, in futuro si penserà all’exit strategy. 

Vista l’innovatività e la scalabilità del prodotto, e dei servizi offerti, quest’ultima può differenziarsi strategicamente. La più probabile, tuttavia, considerando il tasso di redditività elevato, sembra essere quella di aprire all’investimento (anche di maggioranza) ovvero alla cessione della società a multinazionali del settore Energy/Aerospace/Automotive, etc., ovvero ad enti pubblici specifici del settore.

Non esclusa, considerando le prospettive multinazionali del Progetto, potrebbe essere considerata una eventuale quotazione in Borsa dell’azienda, magari a valle di una eventuale operazione di M&A.

Nel caso in cui riusciste a raccogliere un ammontare elevato cosa prevedete di fare?

Con i fondi raccolti dalla campagna di crowdfunding speriamo di terminare il prototipo, entro il secondo/terzo quadrimestre 2022, e di assumere, proporzionalmente alla disponibilità economica, diverse figure tecnico/gestionali/amministrative. Prevediamo che il lancio sul mercato (B2B) possa avvenire immediatamente a valle. 

Una parte delle risorse servirà inoltre per mantenere l’attuale brevetto e depositarne di nuovi, inerenti, fondamentalmente, alle ulteriori ottimizzazioni del processo, utilizzo nuovi materiali, individuazioni di configurazioni specifiche per particolari campi di applicazione ed altro.

La società punta a diventare una scale-up e affermarsi nel mercato diffondendo il prodotto a livello mondiale, perciò, i fondi serviranno anche per avviare Joint Venture internazionali. Infatti, sono già in corso contatti con partner italiani ed internazionali per possibili collaborazioni, JV per specifiche applicazioni, e per cessioni della licenza (per settore o zona del mondo).

Leggi la prima intervista ad Angelo Minotti

Clicca qui per leggere la prima intervista

Scopri tutti i dettagli della campagna di MIEEG:

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