Intervista al CEO di Socopet, Marco Petrini

Socopet conclude con successo la sua seconda campagna di equity crowdfunding raccogliendo 1 milione di euro da 96 investitori

Socopet che ha realizzato la sua seconda campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, rappresenta la prima vera società di packaging in Italia ad avere interamente adottato la filosofia di economia circolare puntando dunque sulla sostenibilità. Produce esclusivamente prodotti 100% riciclabili, prodotti realizzati da materiale di riciclo, packaging biodegradabili e compostabili. Abbiamo intervistato il CEO Marco Petrini che ci ha fornito interessanti informazioni rispetto alla storia della società ed agli obiettivi che si è prefissata di raggiungere nel futuro prossimo.

Come nasce Socopet e con quale obiettivo primario?

Socopet nasce nel 2015, a novembre, con un obiettivo ben dichiarato: entrare nel mondo del packaging con qualcosa di nuovo, più sofisticato con l’intenzione di presidiare il settore alimentare a differenza di altri produttori concentrati invece sui prodotti cosiddetti standard riguardanti il beverage. Nel mercato alimentare abbiamo voluto portare innovazione dando centralità al tema della sostenibilità. Tutte le nostre scelte, tutto il nostro sviluppo è infatti da sempre basato sulla formula 100% riciclabile e, in più, nel corso del tempo abbiamo aggiunto anche prodotti che partono dal riciclato proprio perché la volontà era quella di dare un segnale forte anche dal punto di vista dell’economia circolare. Da qui è nato Socojars che abbiamo lanciato in diversi settori merceologici.

 

Si possono realizzare filiere produttive 100% sostenibili?

Quando si parla di filiera produttiva ovviamente includiamo una vasta gamma di aziende, parliamo di una verticalizzazione importante per cui dare come risposta un sì assoluto sarebbe superficiale. Per il nostro settore invece devo dire che grossi passi in avanti li abbiamo fatti e, con orgoglio, dico che nel 2021 abbiamo basato più del 60% della nostra produzione partendo da prodotti riciclati per alimenti, dandogli quindi una seconda vita. Abbiamo portato e stiamo ancora portando questo sistema di produzione, in tanti settori, anche dove non c’è bisogno di particolari proprietà tecnologiche o tecniche. Ad esempio abbiamo insistito molto quest’anno con un cliente specializzato nel mondo dell’aceto, sulla realizzazione di una bottiglia che fosse composta almeno al 50% di prodotto riciclato. La nostra proposta è stata accettata e da Marzo produciamo per lui una grande quantità di materiale plastico che proviene dal riciclato. L’aspetto legato alla sostenibilità è stato quindi, da sempre per noi fondamentale anche quando di emergenza climatica non si parlava molto ed è per questo che oggi Socopet è la realtà italiana maggiormente coinvolta in questo processo. Il nostro primo progetto ad esempio risale al 2018 dove abbiamo realizzato un vaso 100% riciclato per il mondo del gelato.

SOCOPET
Socojars®: il primo PET riempibile a caldo e con elevata barriera all’ossigeno

Chi sono i vostri competitor? In cosa Socopet si differenzia?

Possiamo innanzitutto dire che Socopet si differenzia per tre macroprodotti. Il nostro prodotto principale è Socojars, know how di nostra proprietà rispetto al quale non abbiamo competitor. Per quanto riguarda invece i prodotti ecofriendly, il mercato ci riconosce come first mover e successivamente altre realtà che ci hanno seguito. In questo ambito i competitor possono essere diversi in base al settore di appartenenza. Socopet spazia su più settori diversi a differenza dei competitor che sono concentrati in settori più specifici. La terza linea di prodotti è invece quella standard come per esempio la bottiglia per lo sciroppo, piuttosto che contenitori per dessert della grande distribuzione. In questo caso i nostri competitor sono tutti coloro che rientrano nel mondo del PET. Non invece abbiamo concorrenza rispetto ai prodotti ad alta tecnologia. 

 

Avete raggiunto 1 milione di euro in meno di 10 giorni con l’equity crowdfunding. Vi aspettavate questo risultato?

Devo ammettere che ci aspettavamo questo risultato. La campagna di fatto è stata chiusa, dal punto di vista della prenotazione degli investimenti, in 72 ore a cui hanno seguito altre giornate che hanno riguardato gli arrivi dei bonifici. Questa chiusura repentina è il frutto di un roadshow fatto molto bene prima che la campagna iniziasse. Abbiamo infatti presentato il progetto prima di tutto ai “vecchi” soci per i quali è doveroso un ringraziamento da parte nostra. Loro hanno creduto in noi già nel 2018, con la nostra prima campagna di equity crowdfunding, quando ancora Socopet non aveva i valori che ha oggi e molti di loro hanno reinvestito anche in quest’ultima campagna. Inoltre ci è stato un pull di investitori industriali importanti che ha creduto nel progetto Socojars ancor prima della partenza e questo ci ha permesso di iniziare con un buster di investimenti molto forte. In più il crowd degli investitori che ci ha conosciuto proprio in occasione di questa campagna su Crowdfundme, ha aderito con grande rapidità, segno che probabilmente era stato il coming soon. Questo ovviamente ci dona una grande energia che ci spinge a fare sempre meglio in futuro.

 

Quali obiettivi vorreste raggiungere con i fondi raccolti?

Una delle nostre tecnologie da cui ci aspettiamo molto è un brevetto che abbiamo depositato nel 2019 dal nome S.A.F., che ci permette di entrare nel mondo della passata di pomodoro.

In quanto PMI innovativa, ex startup innovativa, siamo un’azienda già avviata, cash positive, con una buona marginalità quindi l’obiettivo è proprio quello di continuare su questa lunghezza d’onda. Andremo dunque ad investire in macchinari e stampi, fondamentali per la crescita aziendale, inoltre abbiamo assolutamente intenzione di rinforzare la parte commerciale. Infine investiremo nel settore della ricerca e dello sviluppo poiché Socopet è un’azienda che continua ad innovarsi sempre però nella stessa direzione.

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