DeepSpeed

DeepSpeed: campagna di equity crowdfunding da record 1,5 milioni di euro raccolti in soli 3 giorni.

Intervista a Sara Sabatini, responsabile relazioni esterne DeepSpeed.

DeepSpeed ha realizzato un innovativo motore navale a idrogetto elettrico che permette di aumentare l’efficienza propulsiva riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Dopo aver lanciato la prima campagna di equity crowdfunding nel 2019, DeepSpeed ha deciso di promuovere una seconda campagna di equity crowdfunding su Crowdfundme con la quale è riuscita a raccogliere 1,5 milioni di euro in soli 3 giorni, di cui oltre 1,1 milioni solo nel primo giorno, stabilendo un nuovo record europeo.

Per approfondire tutti i dettagli abbiamo intervistato Sara Sabatini, responsabile relazioni esterne DeepSpeed.

Come nasce l’idea di DeepSpeed?

Il fondatore è William Gobbo, informatico, project manager professionista, ha avuto questa intuizione nel 2007 quando si è rotto il motore della sua imbarcazione; visto che costava di più cambiare il propulsore che compare una barca nuova ha deciso di produrne uno lui. 

Ha così iniziato dal 2007 a studiare e realizzare alcuni concept con le risorse che aveva. Nel 2017 ha deciso di presentare un prototipo al professor Benini, professore dell’università di Padova, uno dei più grandi esperti di fluidodinamica. Il professore ha sposato l’idea con forte entusiasmo e da lì tutto il progetto ha preso vita, iniziando ad acquisire maturità e dando di fatto il via alla startup nel 2017. Il professor Benini ha anche seguito e coordinato la stesura dei brevetti i quali grazie a lui sono stati oggi ottenuti.

Alla base dell’idea DeepSpeed c’è un idrogetto che anziché essere entrobordo è posizionato all’esterno dell’imbarcazione. Posizionando il motore fuori dalla scafo e integrando il propulsore e il motore elettrico insieme siamo riusciti a ottenere una serie di innovazioni fluidodinamiche che hanno permesso di raggiungere la grande efficienza che distingue DeepSpeed dagli altri propulsori.

Grazie infatti a questa tecnologia riusciamo ad avere una grande ottimizzazione energetica in quanto riusciamo a trasformare in spinta l’80% dell’energia contro il 40% dei propulsori ad elica. Questo ovviamente porta ad un notevole risparmio energetico.

Nel settore dei motori elettrici navali in cosa si differenzia il vostro prodotto? Qual’è il vostro vantaggio competitivo?

Oggi il settore navale si muove seguendo 2 sistemi; o ad elica (il sistema più diffuso) o a idrogetto entrobordo. La nostra tecnologia non si configura in nessuna di queste 2 classi di propulsione. Si tratta infatti di una nuova tecnologia di propulsione brevettata. É quindi un sistema completamente nuovo che ci differenzia rispetto agli altri player di mercato.

Il nostro motore si posiziona in una fascia di nautica da diporto medio-alta. Parliamo dunque di scafi che vanno dai 12 metri in su. Questo deriva dalla potenza e dal peso delle batterie. Se ad esempio dovessimo mettere una tonnellata di batterie su una nave che ne pesa la metà sarebbe ovviamente controproducente, dobbiamo quindi rivolgerci ad imbarcazioni che vanno dai 12 metri in su.

Sotto i 12 metri esistono già le propulsioni elettriche, uno dei player più importanti è Torqeedo, ma la loro innovazione consiste nell’aver sostituito il motore endotermico con un motore elettrico mantenendo l’elica alla base del sistema. Nel nostro caso non siamo andati ad intervenire solo sul motore, ma sul propulsore, implementando tutta una serie di innovazioni di ispirazione aeronautica. Il vantaggio quindi è quello di riuscire ad avere una maggiore efficienza, trasformando quindi più energia in spinta.

Vorremmo inoltre arrivare a raggiungere la grande nautica commerciale. Se per esempio riuscissimo a dimezzare i consumi di una nave commerciale, questa non verrebbe neanche a chiederci quanto costerebbe il nostro propulsore perché saremmo in grado di fornirgli un grosso risparmio dei costi d’esercizio. E’ in quel settore che la nostra tecnologia può esprimere il massimo del valore per tutto il settore.

Ci può parlare della vostra collaborazione con Energica Motor Company?

Sarà una collaborazione che verterà sulla progettazione del powertrain. Energica ha infatti una delle tecnologie più avanzate, sviluppata quale fornitore unico del mondiale MotoE.

Non possiamo anticipare altro in quanto uscirà un comunicato più specifico della nostra collaborazione.

Il motore può essere applicato anche ad altri settori?

No, ci focalizziamo sul settore navale.

Relativamente all’equity crowdfunding vi aspettavate di raccogliere un ammontare così elevato di fondi in così poco tempo?

Abbiamo sempre avuto la consapevolezza che il nostro progetto attirasse l’attenzione degli investitori e quindi capitali.

Anche la nostra prima campagna di equity crowdfunding è andata molto bene tanto è vero che in 10 giorni siamo riusciti a raccogliere mezzo milione di euro, e considerando che all’epoca eravamo molto meno conosciuti di adesso è stato un grande risultato. 

Ad aprile 2020 abbiamo fatto un emissione di un “Convertendo” (strumenti finanziari partecipativi) e anche lì abbiamo raccolto un ulteriore mezzo milione in 4 giorni.

Dopo quello che è successo con la prima campagna un po’ ce lo aspettavamo, ma non di certo a questi livelli (crescere di 100.000€ all’ora). É stata quindi una bellissima sorpresa anche per noi.

L’azienda è valutata 33,5 milione di euro. Come siete riusciti ad ottenere una valutazione così importante?

Quello che ha giocato un ruolo molto importante è stato il riconoscimento mondiale del brevetto che ci protegge da ogni possibile replica e ci contraddistingue dai nostri competitor. Il resto afferisce ai risultati raggiunti e alla credibilità del team.

La valutazione è stata fatta sulla base di un piano industriale che non è stato redatto da noi, ma che abbiamo commissionato a Thymos Consulting. Il nostro piano industriale (2020-2025) ha inoltre ricevuto proprio questo mese il Seal of Excellence da Horizon 2020. Il piano è stato poi girato ad LDP Consulting  ed è stato valutato dalla dottoressa Monica di Oronzo che ha esaminato ogni singolo aspetto come ad esempio il mercato in cui operiamo, il brevetto, il team e i risultati aziendali.

Perché avete deciso di attuare una campagna di equity crowdfunding?

Questa raccolta fa parte del nostro “round A” che consiste in un aumento di capitale di 7 milioni di euro. Una parte di questa raccolta l’abbiamo fatta attraverso il crowdfunding.

La campagna di equity crowdfunding è stata attuata per dare la possibilità a tutti di sostenere una innovazione tecnologica che attira non solo dal punto di vista finanziario ma anche dal punto di vista ambientale. William interpreta infatti il crowdfunding come uno strumento che permette a tutti di investire e di sentirsi parte di un cambiamento che si colloca in un panorama, quello della sostenibilità, nel nostro caso del trasporto navale, che è molto sentita soprattutto in questi ultimi anni che si sono contraddistinti per una crescente sensibilità ambientale. 

L’altra parte del vostro aumento di capitale come pensate di raccoglierlo?

Attraverso fondi di investimento italiani ed esteri con i quali abbiamo già avviato le interlocuzioni one to one, tutt’ora in corso. 

Quali sono secondo lei i vantaggi dell’equity crowdfunding?

Abbiamo un elevatissimo interesse dei fondi per più quote di quello che l’azienda è disposta al momento a mettere sul tavolo, ma comunque passiamo dal crowdfunding per dare a tutti la possibilità di essere parte del cambiamento. I vantaggi sono quelli dall’avere un azionariato diffuso, che in un’ottica di quotazione in borsa significa che hai già un flottante il giorno della quotazione.

Cosa vi ha spinto a scegliere proprio Crowdfundme?

Abbiamo scelto Crowdfundme in quanto è quotata in borsa, quindi applica dei criteri di trasparenza che altre piattaforme non attuano. Abbiamo inoltre realizzato una campagna di equity crowdfunding con loro l’anno scorso per cui ci siamo rivolti di nuovo a Crowdfundme perchè abbiamo trovato delle persone corrette e abbiamo deciso di scommettere sullo stesso team. 

Quali sono le difficoltà che avete riscontrato nella pianificazione della vostra campagna?

Il tempo è stato il problema principale. Per fare infatti una buona campagna sono necessari molti mesi di preparazione mentre noi abbiamo avuto solo pochi giorni perché l’assemblea di delibera di capitale l’abbiamo fatta giovedì 26 novembre e abbiamo avviato la campagna il 30 dello stesso mese. É stata quindi una bella impresa in quanto abbiamo avuto pochi giorni per predisporre tutto.

Quali obiettivi vorreste realizzare con i fondi raccolti dalla campagna di equity crowdfunding?

Al momento siamo ancora in una fase sperimentale del progetto. Il jet è già stato testato in acqua su una nostra barca laboratorio (una barca racing). Siamo quindi ancora in fase sperimentale ma con due esemplari di jet perfettamente funzionanti, quindi sicuramente più avanti rispetto ad una fase prototipale.

Abbiamo in programma per tutto il 2021 di condurre una serie di test con dei cantieri partner a cui daremo il nostro motore che sarà installato su degli scafi dimostratori da cui saremo in grado di raccogliere dati molto importanti per lo sviluppo del propulsore. I dati andranno poi a comporre il DNA del nostro primo jet pronto ad essere lanciato in produzione e che inizierà ragionevolmente tra fine 2021 e metà 2022. 

I fondi verranno quindi utilizzati per accelerare la fase di ingegnerizzazione finale ed entrare nel mercato con un prodotto che sia completamente maturo. 

É importante precisare che questo sarà il primo propulsore della gamma perché sarà sicuramente il più piccolo che presenteremo. Una parte di queste fondi sarà infatti finalizzata anche ad espandere i nostri prodotti che abbiamo nel nostro piano industriale.

Vorremmo inoltre consolidare e aumentare il team di progettisti e comunicazione.

Avete già in mente quando verranno lanciati gli altri prodotti della gamma?

Programmiamo di lanciare in produzione il primo motore tra il finire del 2021 e inizio del 2022. Parallelamente inizieremo la progettazione e la messa in produzione di un jet sempre più grandi e potenti per continuare la nostra scalata fino alla grande nautica commerciale.

Pensate di lanciare un terza campagna di equity crowdfunding in futuro?

William su questo punto di solito risponde: “il futuro si chiama futuro perché deve arrivare”.

Vuole aggiungere qualcosa di importante su cui non ci siamo soffermati?

Mi faceva piacere parlare del nostro team di lavoro, che alla fine è quello che dà veramente credibilità alla nostra impresa. 

Il nostro coordinatore scientifico è il professor Benini che questa settimana è stato nominato dall’Università di Stanford nel Club 2% che raccoglie il 2% degli scienziati più citati al mondo. Quindi è un grande onore averlo nel team.

Come direttore tecnico invece abbiamo Marco Cassinelli che è stato direttore tecnico di MV Agusta, Lamborghini, Maserati e Alfa Romeo. 

Quello su cui scommettere è dunque il team che sarà sicuramente in grado di portare a termine questo progetto.

Scopri tutti i dettagli della campagna DeepSpeed

Chi è Startups Wallet?

Startups Wallet è un portale di equity crowdfunding che permette di aggregare le varie campagne presenti sui diversi siti  autorizzati dalla Consob (Mamacrowd, Crowdfundme, Opstar, BackToWork, 200Crowd, Extrafunding, Wearestarting, Starsup, Nextequity, etc). In questo modo non sarà più necessario perdere tempo nel ricercare i diversi portali e quindi i potenziali investimenti all’interno di ognuno di essi.

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Francesco Filippelli

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