Gaia

Imprenditrice a 16 anni? É possibile chiedetelo ad Arianna Pozzi

Intervista ad Arianna Pozzi, fondatrice di Gaia

Gaia è una startup innovativa creata nel 2019 da una giovanissima teeneger. L’azienda ha sviluppato un’applicazione che attraverso l’intelligenza artificiale riesce a consigliare ai propri utenti, sulla base di quelle che sono le loro preferenze ed emozioni, gli abiti migliori da indossare tra quelli presenti sulla piattaforma e nel proprio armadio.

L’utente può inoltre acquistare abiti virtuali per l’avatar Gaia creati da stilisti emergenti. Questa si rivela un importante strumento per i produttori in quanto grazie a questo sistema possono ricevere importanti feedback dalla community.

L’azienda è stata ideata da una intraprendente sedicenne, Arianna Pozzi che vorrebbe attraverso Gaia lanciare un importante messaggio, ovvero che i giovani di oggi sono persone dinamiche, caparbie e con tanta voglia di fare. 

Gaia ha da poco lanciato la sua prima campagna di equity crowdfunding, per approfondire tutti i dettagli della loro offerta su backtoWork abbiamo intervistato Arianna Pozzi, fondatrice di Gaia.

Come nasce l’idea di creare Gaia?

Sono sempre stata una grande appassionata di moda, infatti fin da piccola mi piaceva scegliere il mio outfit. Con il tempo questa passione è cresciuta insieme a me e le mie amiche  mi hanno sempre reputato un punto di riferimento in questo ambito. Per questo  ogni mattina ricevevo 20/30 messaggi da loro nei quali mi chiedevano di aiutarle a scegliere i vestiti da indossare.

Mi sono piano piano resa conto che la scelta dell’outfit  per noi ragazze, soprattutto per le  adolescenti, è un problema molto sentito proprio perché in questa età si afferma la propria personalità anche attraverso l’abbigliamento.

Ho cercato quindi una soluzione per dare risposta a tutti coloro che hanno questo dilemma e da qui è nata Gaia, l’amica virtuale esperta di moda che conosce i tuoi gusti e le tue  emozioni e pertanto sa consigliarti l’outfit perfetto per ogni occasione.

Sei riuscita a mettere in piedi l’azienda da sola o hai avuto il sostegno di altre persone?

Quando ho avuto l’idea di creare Gaia avevo solo 14 anni. Ho chiesto quindi a mio padre, esperto di tecnologie, se si potesse realizzare un sistema del genere e mi ha spiegato che attraverso l’intelligenza artificiale sarebbe stato possibile. Ci siamo resi conto che l’idea aveva del potenziale e pertanto ho cercato di descriverla attraverso il mio primo pitch e insieme a mio padre abbiamo cercato qualcuno che mi aiutasse a concretizzarla. In poco tempo abbiamo individuato un incubatore e un team disposto a lavorare con entusiasmo sul progetto.  Il team è composto oltre che da me che coordino le attività di sviluppo prodotto e mercato, avvalendomi anche dei consigli di mio padre, da 2 professori della facoltà di ingegneria dell’università Roma3, Antonino Laudani e Francesco Riganti Fulginei, che si occupano dello sviluppo dell’intelligenza artificiale basata su codice interamente sviluppato in house e che sono anche soci dell’azienda, da un responsabile dell’area tecnologica, Massimo Nicolardi, che si occupa dello sviluppo dell’applicazione e della gestione della piattaforma informatica, da Elena Viezzoli, vicepresidente di confindustria Marche, e Michele Monaco che ci supportano nello sviluppo del business e nella definizione delle partnership commerciali.

Quali sono i servizi che erogate?

Gaia ha 3 funzionalità principali; la prima è ask,  che permette all’utente di farsi consigliare l’outfit da parte di Gaia sia con i propri prodotti caricati nell’armadio virtuale (è presente infatti in Gaia un sistema che permette all’utente di caricare tutti i suoi vestiti) sia con outfit che si possono acquistare. Abbiamo infatti stretto a settembre una partnership commerciale con Yoox che permette all’utente, una volta consigliato l’outfit di comprare gli abiti che preferisce.

La seconda funzionalità è quella del gossip, infatti visto il target a cui ci riferiamo non potevamo non includere una funzionalità social. Attraverso quindi questa funzione un utente può mostrare alla community i propri abiti, ricevere e dare feedback  basati sulle emozioni che questi suscitano e capire pertanto come viene percepito dalla community.

Abbiamo pertanto superato il concetto del like o dislike in quanto è una valutazione lontana  dal concetto della moda nella quale entrano in gioco meccanismi emotivi ben più articolati. Infine abbiamo la funzione shop che uscirà nelle prossime settimane. Si tratta di una funzionalità che permette agli stilisti emergenti di avere una vetrina su Gaia. Gli stilisti emergenti possono quindi mostrare e vendere le proprie creazioni ma sotto forma di abiti virtuali. Quest’ultimo è un aspetto che nella moda si va sempre più affermando e Vogue ha definito il Digital Clothing la prossima frontiera del fashion.

L’utente può quindi comprare questi abiti virtuali per Gaia per ringraziarla di tutti i consigli che ha ricevuto e mostrarla nella community.

Quali sono le tecnologie alla base del vostro servizio e qual è il meccanismo di funzionamento di Gaia?

Il cuore di Gaia è l’intelligenza artificiale. Il servizio è basato su innovativi algoritmi di machine e deep learning proprietari che realizzano elevate capacità di apprendimento adattandosi continuamente ai gusti dell’utente e sono in grado di dare delle risposte molto rapide agli utenti. L’intelligenza artificiale non prende in considerazione soltanto quali sono i brand che ti piacciono di più ma l’emozione che l’utente associa al brand e ai prodotti. Ad esempio supponiamo che un utente associ la felicità a Moschino, allora quando il cliente sarà felice Gaia ti consiglierà quel brand e quello stile. Ovviamente più l’utente fornisce a Gaia feedback e più l’intelligenza artificiale imparerà a conoscerlo meglio.

Le potenzialità dell’intelligenza artificiale ci permetteranno nel futuro di implementare nuove e coinvolgimenti servizi. Il primo di essi. che contiamo di rilasciare all’inizio del prossimo anno, sarà quello basato sulla comunicazione fra le istanze di intelligenza artificiale degli utenti. Questo consentirà, per esempio, che se oggi non mi voglio vestire secondo i miei gusti ma come si vestirebbe la mia influencer preferita, il sistema riuscirà a consigliarti gli outfit sulla base dell’utente che hai scelto come riferimento.

Abbiamo inoltre in mente di creare anche una intelligenza artificiale generativa che permetterà di creare outfit del tutto originali prendendo come basi i prodotti presenti già nel database.

Ci sono dei competitor nel vostro settore di riferimento? 

Ci sono una decina di competitor anche se nessuno offre un grado di personalizzazione così spinto per le proposte di outfit in quanto non prendono in considerazione le emozioni dell’utente e nessuno poi si rivolge in modo così specifico al target teneeger/generazione Z, quindi tra i 14 e i 25 anni.

Uno dei competitor principali che abbiamo individuato è Bantoa, che consiglia outfit ma si rivolge ad un target completamente differente rispetto a Gaia ed è inoltre completamente diverso come user experience, non avendo lo stesso livello di personalizzazione e le logiche di gaming presenti in GAIA.

Pensate di lanciare a breve anche un app?

Al momento abbiamo il sito che è stato pensato e sviluppato come mobile friendly. La User experience modalità d’uso è molto vicina a quella di un’app, anche perchè visto il target a cui ci riferiamo non era pensabile che il nostro servizio potesse essere fruibile solo da computer.

Lo sviluppo delle app sono ad ottimo punto. Quella per android è già pronta, vanno fatti ancora alcuni aggiustamente ma a breve sarà disponibile. Quella per IOS è in fase avanzata di sviluppo, quindi entro fine anno contiamo di lanciare le applicazioni per entrambe le piattaforme

Come sta andando questa vostra avventura imprenditoriale, ci potrebbe fornire alcuni dati?

Gaia è andata online con la prima funzionalità il 23 Marzo 2020, quindi in pieno lockdown, ma nonostante qo molti utenti si sono registrati alla piattaforma e tra Maggio e Luglio abbiamo avuto una crescita del 1700%. Oggi, anche se per il momento abbiamo investito poco in campagne di marketing, contiamo oltre 15.000 utenti, veicolati sulla piattaforma attraverso  il passaparola che si è creato grazie a dei video su TikTok che sono poi diventati virali, un utente su tre che visita il nostro website si registra.

Abbiamo stretto inoltre stretto un’importante partnership commerciale con Yoox che permette al cliente di acquistare i prodotti che desidera su Gaia. Questa è una funzionalità che abbiamo anticipato rispetto alla roadmap originale per venire incontro alla tante richieste degli utenti.

Avete già fatturato qualcosa o è ancora troppo presto?

Per il momento tutti i servizi su GAIA sono gratuiti in quanto abbiamo preferito puntare su una rapida  crescita della community. Le partnership commerciali già siglate e quelle in fase avanzate di definizione ci permetteranno di implementare il nostro revenue model e generare a breve i primi ricavi.

Hai quasi 17 anni, da dove deriva questo tuo desiderio imprenditoriale? 

A me piace concretizzare le mie idee. Tutto è nato dalla mia passione ma sin dall’inizio ho lavorato per far si che GAIA diventasse un’azienda e nella quale potessi vedere realizzato il mio futuro di imprenditrice nel settore della moda. I risultati che abbiamo avuto mi hanno dato poi le prime certezze di potercela fare. Quando ho iniziato non mi sarei mai immaginata che nel giro di poco più di un anno sarei stata impegnata in una campagna di crowdfunding e avrei ricevuto l’interesse dei media e di importanti investitori, 

In questo percorso di crescita è fondamentale il supporto del mio team, che è veramente coeso e entusiasta del progetto, e dalla mia famiglia che mi ha sempre seguito in questo progetto.

Per me è stato inoltre molto importante il percorso formativo intrapreso con Startup University che ho terminato circa un mese fa. Ho infatti avuto modo di apprendere al meglio tutte le dinamiche che riguardano il mondo delle startup, il prodotto, il mercato e il fundraising. 

Perchè avete deciso di lanciare una campagna di equity crowdfunding?

Per implementare la nostra roadmap avevamo bisogno di fondi e tra le varie alternative c’era anche la possibilità del crowdfunding. Parlando con i mentor di Startup University abbiamo compreso come il crowdfunding poteva essere una strada adatta per il nostro stadio di sviluppo e modello di business. 

Quali sono i vantaggi che avete trovato nell’equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding ci permette di arrivare coinvolgere un gran numero di investitori che possono condividere il percorso di crescita di GAIA anche con investimenti limitati. Inoltre è uno strumento formidabile per far conoscere il brand.

Perché avete scelto proprio BacktoWork per il lancio della vostra campagna?

Backtowork è un partner di Startup University. Sono venuti a conoscenza del progetto e ci hanno reputato idonei per avviare una campagna sulla loro piattaforma. Siamo entrati subito in sintonia con il loro team che ci ha supportato nel migliore dei modi nella progettazione della campagna e si è dimostrato entusiasta di collaborare con noi.

Avete riscontrato delle difficoltà nella pianificazione della vostra campagna?

Sicuramente è un processo lungo e complicato in quanto vanno prodotti vari documenti, tra cui il pitch e il business plan, e fatti vari adempimenti per quanto riguarda la struttura della società. Devo però dire che BacktoWork è stata molto disponibile nei nostri confronti e ci ha supportato e aiutato ad affrontare le difficoltà. È andato quindi tutto in modo lineare.

Ci siamo inoltre fatti aiutare da consulenti per gli aspetti legali e finanziari che abbiamo conosciuto in quanto mentor di Startup University.

Quali sono gli obiettivi che vorreste realizzare in seguito a questa vostra campagna di equity crowdfunding?

I fondi verranno utilizzati sia per il miglioramento del prodotto, attraverso l’aggiunta di nuove funzionalità, che per l’aggiunta di nuove funzionalità. che per consolidarci sul mercato attraverso investimenti in marketing. Vorremmo inoltre rilasciare una piattaforma integrata di e-commerce per permettere anche ai piccoli brand, che promuovano il made in Italy e la sostenibilità, di poter entrare a far parte del mondo Gaia.

Nei prossimi anni vorremmo inoltre espanderci in europa e successivamente anche nel resto del mondo. Vorremmo inoltre lanciare dei prodotti a marchio Gaia.

Avete già in mente quali sono i paesi europei nel quale vorreste entrare?

Pensiamo a tutti a partire partendo da Francia, Spagna, Svizzera e Inghilterra.

Avete in mente anche di lanciare nuovi servizi?

Oltre ai servizi evoluti di l’intelligenza artificiale, vorremmo migliorare la user experience automatizzando il rilevamento delle emozioni attraverso dispositivi wearable o interfacce ottiche per utilizzare GAIA anche negli store fisici. In prospettiva approcciare i prodotti smart fabrics, ovvero vestiti tecnologici in grado di modificare il loro aspetto sulla base delle emozioni dell’utente, che ben si coniugano con la fusione virtuale/reale presente in GAIA.

Scopri tutti i dettagli della campagna Gaia:

Chi è Startups Wallet?

Startups Wallet è un portale di equity crowdfunding che permette di aggregare le varie campagne presenti sui diversi siti  autorizzati dalla Consob (Mamacrowd, Crowdfundme, Opstar, BackToWork, 200Crowd, Extrafunding, Wearestarting, Starsup, Nextequity, etc). In questo modo non sarà più necessario perdere tempo nel ricercare i diversi portali e quindi i potenziali investimenti all’interno di ognuno di essi.

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Francesco Filippelli

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