DressYouCan

DressYuoCan: riuscirà a rivoluzionare il mondo dell’abbigliamento come netflix ha rivoluzionato il mondo dei film?

Abbiamo intervistato Caterina Maestro, CEO, Presidente e fondatrice di DressYuoCan

DressYuoCan è una PMI innovativa nata da un’idea di Caterina Maestro. L’azienda ha creato un sistema che permette ai propri utenti di noleggiare i capi di abbigliamento rendendo di conseguenza non più indispensabile il loro acquisto. In questo modo si riducono gli sprechi e si da la possibilità di cambiare ogni giorno il proprio look risparmiando contemporaneamente denaro.

DressYuoCan ha lanciato la sua prima campagna di equity crowdfunding che sarà attiva su BacktoWork fino al 22 Dicembre. Per scoprire tutti i dettagli abbiamo intervistato Caterina Maestro, Ceo, fondatrice e presidente di DressYouCan.

Come nasce l’idea DressYouCan?

DressYouCan nasce da un’esperienza personale che poi ho riscontrato essere in realtà una esigenza femminile diffusa, ovvero quella di avere un armadio pieno di vestiti ma non avere nulla da mettere. 

Questo è un fenomeno sempre più diffuso che è stato ancor più accentuato dal fast fashion che porta a stancarci di un prodotto dopo averlo utilizzato pochissime volte.

Inoltre l’impatto a livello ambientale del settore moda è molto elevato ed è un aspetto sempre più di attualità. L’idea è quindi quella di fornire un armadio infinito a cui l’utente può accedere al momento del bisogno prendendo tutto quello che vuole quando vuole risparmiando così sia a livello economico (il cliente può infatti ottenere un ricavo fornendo i capi d’abbigliamento che non usa più e risparmiare sui costi di acquisto) che ambientale.

Il nostro modello principale all’inizio era quello di un Airbnb di guardaroba per cui i privati sul nostro portale potevano sia prendere che mettere a noleggio una parte del loro guardaroba.

Siamo partiti con un focus esclusivamente femminile che abbiamo di recente ampliato, introducendo il settore sport che è dedicato sia ai bambini che agli uomini.

I capi che fornite derivano anche da accordi con aziende di moda o solamente dagli utenti?

Noi abbiamo un magazzino tripartito che è la caratteristica principale del nostro modello di business. Parte del catalogo deriva da accordi con privati a cui riconosciamo una fee ogni volta che il prodotto viene noleggiato. Un’altra parte deriva invece dai capi che acquistiamo noi sulla base dei dati che abbiamo a nostra disposizione, mentre l’ultima parte che è tra l’altro quella su cui stiamo lavorando di più, nasce dalla partnership con designer che ci forniscono i loro prodotti in revenue share perchè il noleggio è un canale alternativo e molto spesso prodromico alla vendita.

Fornite servizi ulteriori oltre al noleggio dei capi d’abbigliamento?

Presso il nostro store forniamo altri servizi come consulenze personalizzate, il parrucchiere e il passaggio in macchina fino al nostro punto vendita.

Abbiamo anche organizzato feste e addii al nubilato. Diamo inoltre modo alle donne di giocare con i vestiti che è quello che in un negozio finisci per non fare perchè nel momento in cui non sei sicuro di effettuare l’acquisto c’è sempre un po’ di soggezione nei confronti del prodotto. la nostra idea è invece quella di farti provare addosso il prodotto e noleggiarlo perchè ti piace. 

Ci può fornire alcuni numeri relativi alla vostra azienda?

DressYouCan nasce nel 2014 ma diventa operativa nel 2016. In questi anni abbiamo soddisfatto più di 1500 clienti e fatto più di 2500 noleggi, con un incremento delle revenue del 38,03% anno su anno.

I momenti topici della nostra azienda sono stati il lancio del sito beta per testare la fattibilità e l’interesse relativo al noleggio dei capi d’abbigliamento, l’apertura dello store e l’introduzione di una sorta di “couponistica” per educare i nostri clienti alla logica dell’abbonamento. Relativamente a quest’ultimo aspetto abbiamo quindi creato una dress card  a coupon che da l’accesso ad un numero limitato di noleggi gratuiti per agevolare in questo modo il passaggio alla logica della sottoscrizione.

Abbiamo di recente aggiunto la linea sposa che ha avuto un grande successo e abbiamo investito tutto l’ultimo anno e mezzo ad ottimizzare l’efficienza operativa, raggiungendo una rotazione del magazzino del 70% e una crescita B2C di oltre il 400% sui social. Ci siamo inoltre orientati verso una digitalizzazione del servizio. Abbiamo ricevuto in questo periodo dei feedback molto positivi da parte dei nostri clienti e abbiamo anno su anno migliorato l’incasso dei noleggi online e consolidato il canale B2B tramite collaborazioni in particolare con gli hotel. L’obiettivo di queste collaborazioni è quello di viaggiare senza valigia e far trovare al cliente i capi direttamente a destinazione così da semplificare la vita all’utente.

Ci  può parlare del vostro team di lavoro?

Il nostro team di lavoro ha il vantaggio di avere uno storico importante. Io e Priscilla (una delle socie principali) lavoriamo a tempo pieno sul progetto. Priscilla si occupa degli aspetti prettamente economici quindi delle collaborazioni, dei rapporti B2B e l’ottimizzazione dei processi e della logistica.

Marco Musso è il nostro social media manager, che ha contributo alla crescita del 400% sui nostri canali social. Abbiamo scelto proprio lui perché ha un’idea di comunicazione che è in linea con quella di DressYouCan. A livello di comunicazione infatti non privilegiamo l’influencer o il vip perchè il target a cui ci riferiamo non è la fashion victim ma la donna reale che è colpita positivamente nel momento in cui vede i prodotti indossati da altre ragazze come lei.

Nel 2016 siamo stati scelti da Fashion Technology Accelerator, di cui Giusy Cannone è la CFO e CEO ed è al momento attiva nel CDA di DressYuoCan. Lei è preparatissima in quanto ha lavorato per molti anni nell’ambito delle startup e PMI innovative.

Dal lato operativo gli ultimi 2 acquisti sono stati Luca Pulirà e Gianpiero Puleo che sono entrati nell’area IT che era il nostro principale problema fino al loro ingresso in azienda. Ci hanno aiutato molto nello sviluppo di una piattaforma software dedicata perché la logica del noleggio è diversa da quella di un eCommerce e richiede quindi un approccio differente

Qual’è il vostro modus operandi?

Il nostro stock e tripartito quindi come ti dicevo prima abbiamo 3 fonti di approvvigionamento. La nostra proprietà è focalizzata soprattutto sul tema del fitting quindi facciamo molta ricerca su designer che abbiano questo aspetto come focus e per questo lavoriamo anche molto con il sudamerica perché sviluppano il prodotto in tutte le taglie.

I prodotti vengono tenuti in stock nel nostro magazzino che è adiacente al nostro showroom. Tutti i capi vengono poi catalogati e caricati sul sito.

Prima di essere spedito all’utente, il capo passa per la tintoria dove viene lavato e igienizzato.

Al momento del checkout in caso di abito lungo chiediamo l’altezza del cliente così da spedire il capo orlato.  

Attraverso il sito l’utente può vedere i nostri prodotti e decidere che tipo di noleggio effettuare e che tipo di servizio adottare. Per esempio è possibile provare prima il capo così da regolare il vestito in base alla taglia del singolo utente.

Alternativamente il prodotto può essere noleggiato per 4-8 giorni. Stiamo anche sviluppando degli abbonamenti mensili legati soprattutto all’attrezzatura sportiva.

Una volta terminato l’utilizzo il corriere passa a casa dell’utente a ritirare il prodotto. Mandiamo inoltre una mail 24 ore prima per ricordare al cliente che l’indomani dovrà riconsegnare il capo.

Una volta che il prodotto ritorna da noi controlliamo che non sia danneggiato, lo laviamo e igienizziamo così che il prodotto possa tornare nuovamente disponibile nel nostro magazzino.

Perchè avete deciso di lanciare una campagna di equity crowdfunding?

Abbiamo deciso di attuare una campagna di equity crowdfunding in quanto siamo riusciti a dimostrare il potenziale del nostro business.

In tutti questi anni abbiamo scelto di autofinanziarci così da testare “sulla nostra pelle” se il business che avevamo in mente fosse effettivamente importante e remunerativo.

A dimostrazione di ciò l’anno scorso abbiamo raggiunto una maggiore efficienza, infatti siamo riusciti ad avere una rotazione di magazzino del 70% e abbiamo incentivato il noleggio online così che il servizio possa essere fruibile in tutta Italia.

Non abbiamo mai fatto campagne di marketing e ci siamo quindi sempre basati sul passaparola questo perché siamo riusciti ad autofinanziarci e perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di fornire un servizio perfetto quando il business sarebbe partito. Avendo quindi raggiunto questi 2 obiettivi ci siamo sentiti pronti ad aprirci sul mercato e a cercare dei partner logistici che ci potessero aiutare a realizzare i nostri obiettivi, ovvero consolidare il mercato italiano entro 2 anni e portare successivamente il made in Italy all’estero.

Il margine operativo del nostro modello di business, grazie anche al fatto che non copriamo tutti i prodotti, è molto alto.

I risultati che abbiamo ottenuto, i prodotti che abbiamo nel nostro magazzino e il fatto di essere stati i pionieri di questo mercato  hanno contribuito a raggiungere una valutazione pre-money di 2.000.000€.

Quali sono secondo lei i vantaggi dell’equity crowdfunding?

Vogliamo sfruttare questa campagna di equity crowdfunding sia come strumento di marketing che come test di mercato così da verificare la bontà della nostra idea e la fiducia dei nostri clienti. Abbiamo infatti osservato che gran parte degli investimenti è arrivato dai nostri utenti. 

l’equity crowdfunding è un canale che semplifica l’investimento nel senso che coordinando i vari investitori ti permette, tramite un unico strumento finanziario, di far entrare capitali e soci in modo strutturato. 

Con BacktoWork abbiamo iniziato a lavorare già l’anno scorso in quanto la nostra campagna doveva partire ad Aprile ma per via del Covid abbiamo deciso di posticiparla. Abbiamo avuto comunque una grande assistenza sia lato preparazione materiale che lato controllo finanziario.

L’equity crowdfunding si è dunque dimostrato un ottimo canale sia a livello strategico che come strumento volto a confermare che il nostro è un mercato importante e che la gente crede nel nostro progetto. 

Perché avete scelto proprio BacktoWork per il lancio della vostra prima campagna di equity crowdfunding?      

Ci è piaciuto molto il loro approccio. É stata infatti l’unica piattaforma con cui ci siamo interfacciati che si è dimostrata interessata come prima cosa al modello di business e non ai numeri, che sono stati chiesti solo in un secondo momento.

Inoltre tramite alcuni contatti ci è stato suggerito BacktoWork in quanto ci hanno confermato la loro serietà e professionalità. La collaborazione con Intesa San Paolo conferisce inoltre molta credibilità al canale.

Avete riscontrato delle difficoltà nella pianificazione della vostra campagna? 

Sì, la difficoltà più grande è stata quella di fissare una data per l’avvio della campagna che andasse bene sia a noi che alla piattaforma. Il Covid è stato inoltre molto impattante perchè non avendo idea di quando sarebbe ripartito il mercato si è creata un po’ di perplessità sulla scelta della data in cui ripartire. Abbiamo comunque deciso di lanciare la campagna ad Ottobre anche se sapevamo che sarebbe arrivata la seconda ondata in quanto a prescindere dal Covid il nostro è un business in forte crescita (così come tutti quelli riguardanti la sharing economy) pertanto una volta che torneremo in una situazione di normalità anche i numeri torneranno ad essere interessanti.

Quali sono gli obiettivi che vorreste realizzare con i fondi raccolti dalla campagna di equity crowdfunding?

Vogliamo sviluppare al meglio la nostra piattaforma sia dal lato esperienza che profilazione utente per arrivare ad un servizio di navigazione e ad una sezione prodotti sempre più mirata ed efficace.

Vogliamo inoltre iniziare a lanciare delle campagne di marketing perché come le dicevo in precedenza ci siamo sempre basati sul passaparola e perché il mercato italiano non era ancora pronto al noleggio e condivisione dei capi di abbigliamento.

Il nostro modello di business passerà inoltre dal noleggio occasionale alla sottoscrizione, ossia al noleggio sotto forma di abbonamento al servizio. 

Avete in mente di lanciare nuovi servizi e di entrare in nuovi mercati?

Come servizi abbiamo appena lanciato il canale sport che sta andando molto bene ed è molto ricercato da parte degli utenti. 

Stiamo inoltre cercando e integrando partner che forniscono prodotti di alta qualità ad un prezzo contenuto.

Vogliamo offrire un servizio più strutturato ai privati che decidono di fornirci il loro armadio a noleggio rendendoli indipendenti, offrendo quindi solo la piattaforma come marketplace in modo che possano gestirsi in autonomia i guardaroba e farli fruttare in modo autonomo.

Un’altra idea è quella di espanderci all’estero sfruttando il made in Italy. All’estero infatti l’idea del renting nel settore dell’abbigliamento è molto sviluppata e vi è inoltre una grande ammirazione per i prodotti italiani.

Pensate di lanciare a breve un’app?

Stiamo pensando di lanciare un’app anche se il nostro sito regala un’esperienza mobile al 100% quindi la fruizione del servizio che si ha sul sito non è molto diversa da quella dell’app.

L’app verrà implementata quando andremo a fornire quel servizio più integrato per il privato che le ho menzionato in precedenza. 

É importante sottolineare che il 49% della nostra utenza guarda il sito dal desktop quindi non possiamo abbandonare il sito tradizionale e quindi abbiamo deciso di rimandare l’app in un secondo momento.

C’è qualcosa che le piacerebbe aggiungere?

Il fatto che noi siamo una società che ha uno storico credo sia un valore aggiunto in quanto siamo stati i primi a credere in questo business. Inoltre nonostante la pandemia da Covid-19 siamo riusciti a limitare le perdite. Questa è dunque tutta esperienza che ci permette di affrontare al meglio il mercato. Il mercato purtroppo quando abbiamo avviato il nostro business non c’era quindi anche se fossimo partiti nel 2014 con le competenze di oggi non avremmo avuto risultati molto migliori. La campagna l’abbiamo lanciata ora perché è adesso che garantiremo i numeri ai nostri utenti. 

Scopri tutti i dettagli della campagna DressYouCan:

Chi è Startups Wallet?

Startups Wallet è un portale di equity crowdfunding che permette di aggregare le varie campagne presenti sui diversi siti  autorizzati dalla Consob (Mamacrowd, Crowdfundme, Opstar, BackToWork, 200Crowd, Extrafunding, Wearestarting, Starsup, Nextequity, etc). In questo modo non sarà più necessario perdere tempo nel ricercare i diversi portali e quindi i potenziali investimenti all’interno di ognuno di essi.

Investi nelle campagne di equity crowdfunding in Italia:

Francesco Filippelli

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