Intervista a Carlo Rizzi, co-founder di CherryChain

CherryChain realizza la sua prima campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma 200crowd 

CherryChain, è un’impresa fintech di ricerca e sviluppo software in ambito Distributed Ledger Technology e Smart Contract che risponde al crescente fabbisogno di trasformare il singolo rapporto tra impresa-cliente in un ecosistema di relazioni digitali, in cui è di valore lo scambio di attributi d’identità, eventi ed asset informativi che semplificano e rafforzano la fiducia digitale nell’erogazione di un servizio. Oggi CherryChain lancia la sua prima campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma 200crowd


Abbiamo avuto il piacere di intervistare uno dei founder di CherryChain, responsabile di R&D, Carlo Rizzi, che ci ha guidato in un affascinante ed avvincente racconto, quello della nascita dell’azienda. Ci ha descritto sapientemente quali sono le motivazioni per le quali investire in CherryChain e delineando quali obiettivi fondamentali la startup si pone di raggiungere con i fondi raccolti dalla campagna.

Come nasce CherryChain e con quale obiettivo primario?

CherryChain nasce dalla passione che ci accomuna tra me, Marco Sittoni, Stefano Rocco ed i partner industriali come DAO, Dolomiti Energia, Volksbank e Bit4id. Siamo stati i fondatori di una realtà che, utilizzando tecnologie avanzate come la Distributed Ledger Technology e gli Smart Contract, si propone di semplificare e rafforzare le relazioni digitali salvaguardando il tempo. 

Di fatto la proposta di CherryChain è quella di avere una visione che vada ben oltre il modello tradizionale della blockchain, ecco perchè Cherry davanti a Chain. La volontà è quella di esplorare ulteriori possibilità di sviluppo un po’ com’è stato per il mondo del web che, quando è nato era un semplice protocollo di comunicazione mentre oggi riusciamo addirittura a fare videochiamate ed interagire con dispositivi. Noi pensiamo quindi a questa tecnologia come una nuova proposta che rinnovi i modelli di business poiché sui sistemi distribuiti è possibile modellare diversamente le soluzioni rispetto ai sistemi centralizzati che pongono dei limiti.

 

In cosa CherryChain si differenzia dai propri competitor?

Sicuramente CherryChain rispetto ai competitor propone una visione che va ben oltre l’implementazione verticale che ormai si sta facendo del protocollo blockchain per, ad esempio, notarizzare documenti. Il nostro core business è proprio quello di mettere in campo attività di ricerca e sviluppo per affrontare in maniera innovativa processi tradizionali come, ad esempio, quelli dell’identificazione delle identità digitali, affrontandoli in una modalità differente, integrando anche sistemi di incentivi per uno scambio condiviso. Questa sicuramente è una caratteristica che ci contraddistingue molto rispetto ai competitor.

CherryChain
"Robottini", immagine fornita da CherryChain

Perchè avete pensato di creare una campagna di equity crowdfunding?

Perché sappiamo bene che rappresenta una modalità di raccolta fondi innovativa ma, soprattutto, è una modalità che aiuta a raggiungere una pluralità di soggetti che possono essere cittadini, lavoratori ma anche professionisti interessati alla tecnologia e all’utilizzo che se ne può fare di quest’ultima. Lanciare una campagna di equity crowdfunding per noi rappresenta un’opportunità per far conoscere il nostro progetto, un’occasione di posizionamento e di costruzione di una cultura legata alla Distributed Ledger Technology.  Crea inoltre la possibilità di avere soci interessati a promuoverci anche all’interno del loro ambito lavorativo o addirittura essere suggeritori di proposte per i nostri futuri progetti.

Perché investire in CherryChain?

Credo che la proposta di CherryChain rappresenti, al di là dell’innovazione, un approccio di ricerca e sviluppo sicuramente diverso dai competitor. 

Se creiamo sistemi distribuiti dobbiamo essere sicuramente una rappresentazione di un ecosistema di soggetti differenti, indipendenti e quindi, a partire dai soci sino alle soluzioni che proponiamo, dobbiamo rispettare quella che è la condivisione degli asset informativi in un complesso sistema di realtà di diverse necessità. 

La realizzazione di strumenti come quelli di identificazione digitale e di distributed know your customer (KYC), che sono rappresentativi del modello che noi proponiamo, equivale alla punta di diamante del sogno che vogliamo realizzare. In particolare vogliamo poter promettere a ciascuna persona che è già stata identificata e censita da operatori come banche, telco, grande distribuzione, utility, la libertà di potersi proporre ad altri operatori simili. Questi potranno ottenere i dati e documenti già validati dell’individuo risparmiando sugli ordinari onerosi processi di onboarding e kyc. 

Pensiamo a social network, e-commerce, banche, assicurazioni, sono tutti operatori che ormai ci conoscono e possiedono i nostri dati: perché non poterli riutilizzare per fare percorsi onboarding più semplici ma rafforzati dal punto di vista della provenienza di un nostro dato validato e quindi presentato da operatori che già ci conoscono?

Ecco questo è sicuramente un aspetto molto intrigante del progetto che stiamo proponendo e penso che sia una perfetta realizzazione della mission di CherryChain: creare un ecosistema in cui ci sia condivisione di strumenti di identità digitale forniti da documenti fruibili facilmente e con la giusta fiducia digitale, utile a mantenere e rafforzare i rapporti digitali tra le persone, le aziende e le istituzioni.

Charry Chain
CherryChain website & app mobile

Quali obiettivi vorreste raggiungere con i fondi raccolti dalla campagna?

Sicuramente la campagna ci può aiutare ad accelerare quello che è già un processo in corso. Siamo infatti nella fase di industrializzazione delle componenti dell’applicativo che abbiamo realizzato e che già in alcuni ambiti stiamo implementando per i processi di onboarding.  La campagna ci aiuterà inoltre a promuovere e a diffondere la nostra mission, pensiamo infatti di utilizzare parte di questi fondi proprio per consolidare l’attività di promozione e comunicazione.

Vuole aggiungere qualcos’altro?

Vi starete probabilmente chiedendo come abbiamo validato la nostra proposta. In risposta a questo posso dire che, nel 2020, abbiamo partecipato ad una SandBox organizzata dal Cetif in collaborazione con Intesa (gruppo Kyndryl) e IBM per digitalizzare il processo di Onboarding e KYC, esemplare dimostrativo del modello che la società propone come Distributed Know Your Customer. In quell’occasione, il modello che CherryChain propone è stato offerto in sperimentazione agli operatori che hanno aderito all’iniziativa, come: Assolombarda, ASMEL, Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, BNL, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, CEDACRI, CERVED, Confindustria digitale, Enel, FCA Bank, Fondazione Cariverona, ICCREA, Intesa Sanpaolo, Regione Lombardia, Veneto Sviluppo spa, Telepass, Poste Italiane, UBI Banca. Inoltre alla sperimentazione erano presenti anche i regolatori Banca d’Italia e IVASS.

Si tratta quindi di operatori ed istituzioni importanti e credo che questo dia rilevanza e moltissima credibilità al nostro progetto.

Scopri tutti i dettagli della campagna di CherryChain:

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